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  • Roberto Lazzari

L'IMBECILLITA' DELL'ALGORITMO INTELLIGENTE

Aggiornamento: 21 mag 2023

Sono sempre di più i campi ed i settori dove utilizzo dell'intelligenza artificiale ha oggi un ruolo importante e determinante. Basti pensare alle tecnologie utilizzate per il riconoscimento facciale o a quelle utilizzate nel campo delle statistiche e ricerche di mercato, fino alle importanti applicazioni nella medicina diagnostica. Proprio in questo settore (quello dell'IA (di seguito chiameremo cos' l'Intelligenza Artificiale) abbiamo sviluppato alcune tecniche di ricerca e di programmazione che aiutano molto gli imprenditori a pianificare e seguire le campagne ADS sulla retee sui Social. Il nostro pacchetto Social Media ADS prevede l'utilizzo delle ultimissime strategie di lavoro, per rendere più facile tutta l'attività di ricerca di nuovi clienti e leads, tramite le campagne sponsorizzate su Google ADS e sui Social Network. Anche in queste attività di promozione e ricerca gli algoritmi la fanno da padroni, visto che sono stati progettati proprio per favorire certe attività digitali.

Ma siamo proprio sicuri che lui, l’algoritmo, sia sempre infallibile e sicuro nelle risposte e nella individuazione dei parametri che ne consigliano l’utilizzo?

Non sempre è così, in modo particolare quando l'algoritmo (o gli algoritmi) sono generati per controllare molti aspetti dell'attività in oggetto. Come nel caso del controllo sulle pubblicazioni dei Social, dove l'errore è sempre in agguato.


Con le informazioni e la tecnologia che abbiamo oggi, non mi sembra di vedere tutta questa grande affidabilità e correttezza nell’utilizzo di questo nuovo strumento.

Leggo sui quotidiani nazionali, una notizia che ha dell’incredibile, se pensiamo a quanta “cacca” e a quanta disinformazione arriva tramite internet ed i social network.

E a proposito di Facebook, sono stati censurati dall’algoritmo deficiente del social network, quadri che hanno come soggetto nudi d’autore, di alcuni musei che cercavano un po’ di visibilità in rete. Ora mi domando: ma siamo proprio sicuri che l’imbecillità dimostrata dall’algoritmo sia solo dell’algoritmo?


Oppure è deficiente anche chi l’ha programmato, con chiaro riferimento a chi fa le regole per impostare l’intelligenza (deficienza) artificiale?

Il risultato è che per pubblicare le “oscene immagini dei nudi artistici” che non hanno niente di pornografico, gli stessi direttori o titolari dei musei, sono stati costretti a pubblicare le opere artistiche su siti porno, che diversamente da facebook hanno apprezzato e ringraziato gli inserzionisti, per aver portato un po’ di cultura tra le tette e le donnine che smaneggiano in coppia con arrapatissimi partner.


L’Intelligenza Artificiale sembra essere l’ultima frontiera del progresso tecnologico, che ha favorito un notevole (anche se previsto) sviluppo di Aziende specializzate e Startup, che progettano applicazioni gestite da algoritmi, in altrettanti variegati campi di applicazione. Assistiamo purtroppo ad una ingiustificata ed esasperata offerta di intelligenza artificiale, con una non chiara definizione e necessità dei settori di applicazione. Come al solito ci sarà una sproporzione tra la proposta di nuove ed inutili applicazioni, in settori che avrebbero bisogno di persone e manager o gestori più intelligenti, magari con meno predisposizione all’algoritmo demenziale che spopola sui Social Network.



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